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Ultime notizie |
Domenica 27 giugno 2010:
Secondo il quotidiano "La Regione" di venerdì 25 giugno, potrebbe veder la luce, in un futuro non precisato, un nuovo canale satellitare NON criptato che verrà ospitato anche nella piattaforma di Sky, dedicato alle potenzialità e alle risorse presenti nella Svizzera italiana.
La RSI e Teleticino hanno già fornito pieno sostegno all'iniziativa (fonte: cdt.ch)
Maggiori
informazioni sono reperibili sul sito internet del Corriere del Ticino.
Giovedì 17 giugno 2010:
Purtroppo RSI La 1 non è più ricevibile nel mux digitale di Videostar. Maggiori informazioni sul motivo della cessazione della diffusione si trovano sul forum di digital-sat.
Il ritorno della Tv Svizzera in Lombardia sembrerebbe per il momento definitivamente concluso dopo solo un mese.
Lunedì 17 maggio 2010 (aggiornato martedì 18):
Da alcuni minuti è ricevibile, in tecnologia DVB-T (digitale terrestre) nelle province di Milano, Monza, Bergamo, Lodi, Pavia e in parte di quelle di Cremona, Varese, Como e Lecco, sull'uhf 61 irradiato da Valcava all'interno del mux digitale di Videostar, RSI La1 (primo canale della tv svizzera).
Il
mux in oggetto contiene anche, fra l'altro, i canali radio
svizzeri: RSI Rete Uno, Radio Swiss Pop e Radio Swiss Jazz.
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Passaggio alla televisione digitale terrestre per Piemonte Orientale e Lombardia (esclusa Mantova) * dal 15 settembre al 20 ottobre: cessazione definitiva trasmissioni analogiche |
Mercoledì 28 aprile 2010:
Dal prossimo 6 maggio RSI La1 sarà irradiata in Alto Adige dalla RAS (Radiotelevisione Azienda Speciale) in tecnologia DVB-T (non HD) - fonte: ras.bz.it
Domenica 31 gennaio 2010:
Svizzera, televisione: nel 2009 le reti della concessionaria pubblica SRG SSR hanno aumentato le trasmissioni per i disabili sensoriali.
Lo scorso anno le reti della SRG SSR idée suisse hanno continuato ad incrementare in misura considerevole la quota di programmi sottotitolati (26,2 per cento del tempo d’antenna).
I programmi con sottotitoli teletext in onda su RSI LA 1 e RSI LA 2, SF 1, SF zwei, SF info, TSR 1, TSR 2 hanno fatto registrare 15 333 ore, quota pari al il 26,2 per cento del tempo d’antenna. A livello nazionale, ciò ha determinato un aumento globale del 59,4 per cento tra tutte le regioni linguistiche. L’impennata più forte è stata quella delle trasmissioni sportive. Addirittura, dal mese di ottobre 2009 è già stata raggiunta la percentuale stabilita per legge (un terzo del tempo d’antenna). Oltre ad un aumento quantitativo, gli audiolesi hanno potuto beneficiare di altri miglioramenti. Su tutte le reti infatti, i programmi trasmessi in prima serata nella fascia compresa tra le 19.00 e le 22.00 sono andati in onda tutti con sottotitoli, così come tutti i programmi in diretta tra mezzogiorno e mezzanotte. Su Schweizer Fernsehen (SF), dal 1° novembre 2009 l’edizione principale del Tagesschau (Telegiornale) alle 19.30 è diffusa nella lingua dei segni su SF info e può essere consultata immediatamente dopo sul sito web www.sf.tv. Come nel passato, la Radio Télévision Suisse (RTS) trasmette in lingua dei segni l’edizione principale del “Journal 19h30” su TSR 2. Questo spazio d’attualità viene replicato anche nella fascia notturna. La Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI) continua a proporre su RSI LA 1 l’edizione delle 18.00 del “Telegiornale” in lingua dei segni. Per ciechi o ipovedenti le reti tv della SRG SSR propongono una ricca gamma di film e fiction corredati di audiodescription: le scene vengono descritte mediante elementi verbali diffusi su di un apposito canale aggiuntivo. Nella tabella sottostante un’adeguata panoramica esplicativa dei risultati conseguiti l’anno passato.
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Prestazioni 2009 |
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Ore |
Percentuali |
Incremento |
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2 989 |
36,8 |
32,3 |
|
SF zwei |
|
2 688 |
32,6 |
27,3 |
|
SF info |
|
1 042 |
12,6 |
|
|
Svizzera tedesca * |
6 719 |
27,2 |
53,7 |
|
|
TSR 1 |
|
2 394 |
28,9 |
56,2 |
|
TSR 2 |
|
1 953 |
23,2 |
69,1 |
|
Svizzera romanda |
4 267 |
25,9 |
61,7 |
|
|
RSI LA 1 |
|
2 647 |
31,2 |
92,1 |
|
RSI LA 2 |
|
1 620 |
18,8 |
37,3 |
|
Svizzera italiana |
4 266 |
24,9 |
66,8 |
|
|
|
|
15 333 |
26,2 |
59,4 |
*compresi i programmi in
romancio e i cosiddetti
“sottotitoli aperti”
Lunedì 04 gennaio 2010:
Televisione, Svizzera
tedesca: varato il progetto “ Da Convergenza ad
Efficienza”.
Il Consiglio
d’amministrazione della SRG SSR idée suisse ha approvato il
quadro di massima per la “Medienkonvergenz SRG.D”, che permetterà la
fusione di
Schweizer Radio DRS e Schweizer Fernsehen SF. Le piattaforme
decisionali
saranno predisposte entro il giugno 2010 e la nuova struttura sarà
operativa dal
1°gennaio 2011. Il CdA di SRG SSR nominerà il direttore o la direttrice
regionale entro il luglio 2010, su proposta del Comitato del Consiglio
regionale della SRG Deutschschweiz (SRG.D). Negli ultimi mesi,
un’ottantina di collaboratori di Schweizer Radio DRS, Schweizer
Fernsehen SF e
del centro di produzione TPC hanno messo mano a ben undici
sottoprogetti, sotto
la duplice direzione di Rudolf Matter (SR DRS) e Hansruedi Schoch (SF),
per creare
una nuova azienda “polimediale” derivante dalla fusione di SR DRS e SF.
A fine
novembre, la direzione del progetto ha sottoposto lo schema editoriale
ed
aziendale all’approvazione del nazionale. La bozza della
“Medienkonvergenz
SRG.D” ha convinto il Consiglio d’amministrazione della SRG SSR idée
suisse,
che lo ha approvato. Ma nel dettaglio
quali saranno le novità? Nella Svizzera tedesca, i vettori multimediali
tradizionali come radio e tv resteranno la colonna portante per il
grande
pubblico di SR DRS e SF. Ma per soddisfare meglio le aspettative dei
più
giovani, “l’ulteriore offerta editoriale” verrà migliorata nel rispetto
dei suoi
limiti formali e sostanziali, così come previsto dalla Concessione
Federale.
Anche il prodotto del comparto multimediale sarà di notevole livello
qualitativo. Informazione, Sport e Cultura saranno riuniti, sviluppati
ed
integrati in vari servizi. Ci sarà anche una modifica sostanziale
all’architettura della nuova azienda: ai vertici della “SRG.D” sarà
posto un
direttore o una direttrice regionale. La
Direzione sarà di otto o nove membri, a prescindere se il TPC rimarrà
indipendente od integrato nella nuova struttura. Sei membri della
direzione
guideranno i settori editoriali: i due caporedattori Radio e TV saranno
affiancati dai capidipartimento Programmi, Intrattenimento, Cultura e
Sport.
Saranno coadiuvati dai settori di supporto Comunicazione, Marketing,
Finanze e
Produzione e TPC. Due gli “stati maggiori”: lo Sviluppo aziendale
insieme con
le Risorse umane e la Formazione da un lato, la Strategia dei programmi
con la
Ricerca sul pubblico e il Controlling dei programmi dall’altro. Il
nuovo Dipartimento Programmi comprenderà
emittenti radiofoniche di grande ascolto come DRS1 e DRS3, DRS
Musikwelle, DRS
Virus e Swiss Pop. Ad esso faranno capo la Pianificazione dei programmi
TV, i
Servizi centrali multimediali e la Grafica. Il dipartimento Programmi
dovrà
aumentare la presenza della SRG.D sul mercato. Vi saranno due
dipartimenti dell’informazione distinti, per radio
e tv. Le redazioni informative online collaboreranno da vicino, fino a
fondersi in certi casi dando un’unica offerta, maggiori spazi dedicati
ai
consumatori e programmi di servizio. Un nuovo dipartimento Cultura
nascerà dalla fusione del dipartimento
Cultura di SF con la rete DRS2 di SR DRS. Le redazioni a direzione
singola (es.
Religione e Società, Letteratura o Cinema) saranno accorpate, per
curare
programmi radio e tv e fornire contenuti alla piattaforma telematica.
All’interno di questo dipartimento, a Basilea DRS2 sarà diretta da un
caposettore. Il dipartimento Cultura lavorerà nelle due sedi di Zurigo
e
Basilea, mentre quello di intrattenimento
assorbirà la redazione per bambini di Zurigo che lavorerà per tutti i
vettori.
La redazione sportiva radiofonica sarà integrata nel dipartimento Sport
di SF a Zurigo.Vi sarà una sola
unità produttiva per emissioni radio-tv e rete telematica. Si deciderà
in
seguito se raggruppare il TPC o creare un reparto ad hoc nella SRG.D.
Saranno
accorpati i settori di supporto. I reparti Comunicazione, Marketing e
Finanze
avranno un unico direttore. La Direzione Risorse umane sarà
direttamente
subordinata al Direttore regionale. Come la Formazione, anch’essa ad
assetto
“trimediale”, le RU svolgeranno un ruolo centrale nel processo di
cambiamento.
La Ricerca sul pubblico e il Controlling dei programmi spetteranno ai
vertic. L’azienda
dunque punta ad una struttura modellata sui
contenuti. Dipartimenti e molte redazioni
lavoreranno
in sinergia. I membri della Direzione avranno una responsabilità
trimediale, mentre i caporedattori bi-vettoriale
(TV+Multimedia, Radio+Multimedia). Così facendo, il processo di
convergenza
sarà sostenuto sia dalla Direzione che dalle singole redazioni. Questa
in
sintesi la futura organizzazione nel rispetto delle condizioni quadro
poste dal Consiglio d’amministrazione della SRG
SSR. In particolare, tutti i principali siti verranno mantenuti e i due
dipartimenti dell’Informazione (SR DRS a Berna, SF a Zurigo) saranno
diretti da
un caporedattore ciascuno. Le sinergie che
scaturiranno daranno un risparmio di circa 5 milioni di franchi circa,
pari al
10 per cento della spesa complessiva preventivata per il 2009. A questo
risultato
contribuirà, la soppressione di 20 o 30 posti a tempo pieno. L’unità
aziendale
“SRG.D” sarà operativa il 1° gennaio 2011. In luglio il CdA SRG SSR
nominerà il
direttore o la direttrice regionale su
proposta del Comitato del Consiglio regionale SRG.D, dopodiché il CCR
SRG.D
proporrà al CdA SRG SSR i membri della
direzione che si occuperanno della programmazione.
Svizzera,
televisione: nasce la “RTS – Radio Télévision Suisse”.
La SRG SSR idée suisse vara il raggruppamento della TSR e della RSR.
La concessionaria pubblica SRG SSR idée suisse raggiunge un altro importante risultato nel cammino del suo progetto denominato da “Convergenza ad Efficienza”, pensato e realizzato per ridurre del 10 per cento i costi attuali rispetto al budget 2009, così da rafforzarsi nel settore multimediale della comunicazione ed affrontare le nuove sfide del futuro. Con questa importante decisione, all’inizio di gennaio 2010 nascerà dunque la “RTS – Radio Télévision Suisse”, una nuova personalità di servizio pubblico mutimediale romando, capace di aggregare in un’unica struttura aziendale, la Radio Suisse Romande (RSR) e la Télévision Suisse Romande (TSR). Il modello nuovo aziendale così elaborato rispetta appieno le premesse quadro gia stabilite dal CdA della SRG SSR il 18 marzo scorso: resteranno operativi infatti i centri produttivi principali di Losanna e Ginevra ed altri uffici regionali, ove si potranno sviluppare le nuove attività trimediali; rimarranno anche le reti radiofoniche e televisive, ciascuna con le loro peculiarità; vi saranno una Direzione dei Programmi e una Direzione dell’Attualità, separate. Il CdA RTSR ha posto particolare attenzione inoltre, al rispetto della pluralismo giornalistico e della diversità dei media. L’azienda che nascerà dalla fusione tra la Radio Suisse Romande e la Télévision Suisse Romande si chiamerà “RTS – Radio Télévision Suisse” e sarà operativa all’inizio di gennaio 2010. Il progetto di convergenza si articolerà sull’arco di un quinquennio, seguendo due ritmi distinti: da un lato la fusione rapida delle attività di supporto e produzione, dall’altro la cooperazione progressiva dei programmi fino al 2015. Il CdA RTSR ha annunciato inoltre la nomina di Gilles Marchand, attuale direttore della TSR, a capo di questa nuova azienda. Gérard Tschopp, direttore della RSR, resterà in carica fino al 31 dicembre 2009 per poi assumere il ruolo di stretto collaboratore del Direttore generale SRG SSR, Armin Walpen. A tale titolo, continuerà ad essere il responsabile globale del progetto nazionale “Convergenza ed Efficienza”, nonché del coordinamento dei programmi presso la Direzione generale SRG SSR a Berna. La convergenza multimediale procede però in simulcast anche nelle altre regioni linguistiche della Confederazione. Da tre anni infatti, essa è ormai realtà per l’unità aziendale Radio e Televisiun Rumantscha (RTR), mentre alla Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI) il progetto è giunto ad uno stadio molto avanzato. Nella Svizzera tedesca, invece, sta per concludersi la prima fase progettuale. Con ogni probabilità lo schema di massima (editoriale e aziendale) sarà sottoposto all’esame del Consiglio d’amministrazione SRG SSR gia prima di fine anno. Nella Svizzera tedesca, tuttavia, in considerazione dell’entità e della complessità delle strutture, è probabile che la nuova azienda radiotelevisiva, con un’unica direzione, diventi operativa solo a partire dal 2011.
Paolo Masneri [per lucmedia.eu]Durante i prossimi Giochi invernali di Vancouver, che si svolgeranno dal 12 al 28 febbraio 2010, la SRG SSR idée suisse, gestirà l’emissione internazionale del segnale, concernente, le competizioni previste per le discipline dello sci alpino. Accogliendo una richiesta ufficiale, formulata dall’host broadcaster, dell’Olympic Broadcasting Services di Vancouver (OBSV), la SRG SSR curerà la produzione delle immagini, di tutte le gare in svolgimento a Whistler Creekside (discesa, super G, supercombinata, slalom gigante e slalom). Lo sforzo lavorativo olimpico, impegnerà 89 collaboratori, equamente ripartiti fra le sue unità aziendali: e cioè tra RSI, SF, TSR e TPC, mentre i mezzi tecnici, saranno messi a disposizione dall’host broadcaster. Questo importante incarico internazionale, giunge anche a coronamento, di una lunga serie di riconoscimenti qualitativi mondiali. Infatti, già nel 2006, in occasione dei Giochi olimpici invernali di Torino, la SRG SSR, si era distinta per la produzione del segnale delle gare veloci: discesa, super G e supercombinata, mentre ai i Giochi olimpici estivi di Atlanta (1996), Sydney (2000) e Atene (2004), aveva diffuso il segnale internazionale delle competizioni di canottaggio.
Paolo Masneri [per lucmedia.eu]
| Martedì 01 luglio 2008 - 00h00': Appena dopo il segnale orario della mezzanotte, è stato spento il ripetitore di Monte Ceneri Cima. Sui 558 Khz non è più possibile ascoltare Rete Uno. |
|
"Dopo
la TSI, ecco che, in nome della presunta “tecnologia”, anche la RSI
entro fine mese verrà oscurata Oltreconfine. Ad andare perso è un
bacino d’utenza di tutto rispetto: basti pensare che il pubblico
lombardo della TSI era numericamente superiore a quello ticinese.
Fatto
sta che a seguito dell’interruzione delle trasmissioni sulle
onde medie, in Lombardia la radio svizzera tra pochi giorni non
arriverà più (per lo meno agli apparecchi tradizionali). Siamo dunque
al triste bis di quanto accaduto meno di due anni fa col “nostro”
segnale televisivo. Radio e TV della Svizzera italiana sono quindi
entrambe di fatto confinate all’interno del territorio elvetico. Il
tutto si consuma nell’indifferenza dell’autorità politica come pure del
mondo culturale, economico, turistico ticinese. Questo malgrado
l’importanza della fruibilità su vasta scala della RTSI in Italia:
fruibilità che riveste un evidente ruolo di promozione del nostro
Cantone. Si creano improbabili canali di comunicazione, Regio
insubriche a destra e a manca, ma poi ci si lascia privare, senza
nemmeno abbozzare un cip di protesta, del mezzo promozionale con le
maggiori potenzialità di tutti (ammesso che tali potezionalità vengano
adeguatamente sfruttate, ma questo è un altro discorso). Non solo: con
rara vocazione masochistica, si accetta pure di fare da apripista… Lorenzo Quadri - da Ticinolibero.ch - 23 giugno 2008 - |
Anche il sito Italradio ha pubblicato due pagine web sull'argomento: nella prima si comunica l'imminente chiusura; nella seconda si riportano i commenti della stampa ticinese.
| La TSI compie 50 anni | Addio onde medie: è ufficiale! |
Esattamente cinquant'anni fa venivano irradiati dal ripetitore del Monte Ceneri i primi programmi sperimentali in lingua italiana. In questo servizio de "Il Quotidiano" odierno, si possono vedere 7 degli 8 "pionieri" dell'epoca che realizzarono la prima emissione il 18 giugno 1951. Inoltre sono presenti una breve storia della televisione e alcuni voti noti della medesima. Il servizio è visibile tramite real player. Le celebrazioni di questo importante anniversario avverranno durante la stagione autunnale, una volta trascorsi gl'importanti avvenimenti sportivi dell'estate. Auguri TSI e rinnoviamo il nostro "Arrivederci in Italia". |
Il
consiglio federale ha autorizzato oggi la SSR (società svizzera di
radiotelevisione) a spegnere il trasmettitore ad onde medie del Monte
Ceneri. Lo spegnimento avverrà il prossimo 1° luglio. Da quel momento la Rete Uno (primo canale della radio svizzera di lingua italiana) potrà essere ricevuta solo tramite FM o DAB (radio digitale) sul territorio elvetico e immediate zone adiacenti; tramite internet o satellite (non criptato) in Svizzera e all'estero. "Il Quotidiano" odierno ha trasmesso un breve servizio sull'argomento. Da notare che il ripetitore che si vede verso la fine del servizio non è quello in onde medie situato sulla cima del monte Ceneri, bensì verosimilmente quello televisivo presente nei pressi del passo omonimo. La radio Svizzera non raggiungerà più così la quasi totalità delle zone del Nord Italia che riesce a coprire grazie all'ampia portata delle onde medie. |
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| 12/12/2006 08:55:29 - Tv Svizzera in Italia: complimenti alla RTSI per sensibilità, strategia, logica ed intuito. |
| L'incredibile vicenda della tv Svizzera in Italia si completa con un nuovo (penoso) tassello. |
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Il nostro
atteggiamento verso le istituzioni delle tlc e le emittenti
elvetiche crediamo sia sempre stato obiettivo. Abbiamo (forse tra i
pochi) riconosciuto le grandi e gravi responsabilità
italiane nelle storiche
produzioni interferenziali colpose nel loro territorio, in
conseguenza della mancata approvazione ed applicazione del pure
previsto (ex lege)
Piano di assegnazione delle frequenze e quindi abbiamo compreso le
reiterate lagnanze dell'Ufcom (il loro equivalente del nostro MinCom).
Abbiamo contestato la ritorsione (ora in diritto internazionale si
chiama - in maniera politicamente più corretta, ma la
sostanza è la
stessa - "contromisura") di Castel
San Pietro (la
postazione creata ad hoc per
"sensibilizzare" le istituzioni e gli operatori italiani al problema
dell'invadenza dei segnali fuori confine oltre il debordo naturale),
ma, seppur entro certi limiti, l'abbiamo giustificata con il
travalicamento dei normali limiti di umana tolleranza davanti
all'inerzia del nostro governo. Abbiamo ammesso la non
opportunità di
postazioni radioelettriche poste sui confini (italiani) tese a
garantire l'approvvigionamento di risorse commerciali (spot) in
territorio altrui (il loro), creando così le premesse di una
concorrenza per qualche verso poco leale (anche se le "riserve
territoriali" sono ormai vanificate dal mercato globale e
l'inserzionista non può certamente essere vincolato alla
scelta del
medium) verso emittenti ivi insediate.
Abbiamo supportato la campagna del sito Daxmedia mirata a scongiurare la scomparsa delle trasmissioni della tv Svizzera italiana a far tempo dal luglio scorso, in vista dello spegnimento dei trasmettitori analogici rivolti al nostro territorio (nord Italia, canale 36 UHF). A riguardo, abbiamo registrato le favorevoli prese di posizione anche di alcuni esponenti politici elvetici, oltre ovviamente, a quelle di un grandissimo numero di telespettatori, privati di un veicolo informativo, culturale e socioeconomico divenuto tradizionale soprattutto per la popolazione di Lombardia e Piemonte. Nulla di ciò è, tuttavia, servito per evitare l’off delle trasmissioni svizzere in Italia. Pazienza; ci siamo consolati sulla scorta della notizia che alcune emittenti locali lombarde si preparavano ad ospitare nei propri mux le trasmissioni elvetiche “sottratte” alla visione italiana (sono una ristrettissima minoranza gli utenti che riescono a ricevere da Milano i segnali digitali svizzeri provenienti dalle alture del loro territorio). Abbiamo pensato: cosa potevano aspirare di più quelli della RTSI? Dove trovi soggetti disposti a ripetere integralmente (gratuitamente) le tue trasmissioni senza vincoli pubblicitari (inserimento spot) o contropartite di sorta? Pareva che questa soluzione fosse l’ideale per salvare capra e cavoli e che fosse un regalone per i (già) ricchi confinanti. E invece no. Con un’arrogante e immotivata (almeno ai nostri occhi) missiva la RTSI ha diffidato le tv locali italiane dal mettere in atto l’intento di ripetere i propri programmi in Italia, seppur con la garanzia di un relay integrale e privo di inserimenti commerciali. Un bell’esempio di interesse e di riconoscenza per un pubblico che ha sempre manifestato affetto e passione (visti i risultati del sondaggio di Daxmedia) per l’organismo televisivo svizzero. Complimenti davvero e ad majora , signori svizzeri! |
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Parliamo ora della ricezione del segnale di TSI in
Italia. In occasione dello spegnimento del Vostro segnale analogico si
è parlato molto della volontà di TSI di valicare
il confine. La TSI ha interesse a essere seguita oltre confine? Con
l'Italia sono in corso delle azioni per fare in modo che la TSI possa
continuare a essere seguita dal suo affezionato pubblico in Italia? Parliamo dell'Alto Milanese. Tempo fa Swissinfo
definì Busto Arsizio "ombelico d'Europa", dove convergono
importanti vie di comunicazione, al centro di una delle più
importanti aree d'Europa. Nell'attenzione che TSI ha verso l'Italia,
che ruolo occupa l'Alto Milanese (inteso come la zona di Legnano, Busto
Arsizio, Gallarate, Saronno)? fonte: AltoMilaneseinRete.it
- AMR - articolo di Stefano Quaglia del 20 ottobre 2006
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Commento
E così siamo arrivati
agli sgoccioli. Ancora poche ore e verrà, salvo colpi di
scena dell'ultimo momento comunque poco probabili, disattivato il
segnale
analogico sull'uhf 36.
Su questa frequenza attiva dal 1995 sono stati scritti più di un articolo e a questo punto mi preme rendere pubblica qualche considerazione personale, prendendo proprio spunto dalla risposta del Consiglio di Stato. In primis vorrei far notare un'inesattezza: l'uhf 36 si riceve in Lombardia e Piemonte non per semplice sforamento del segnale, bensì perchè quella frequenza è stata assegnata alla TSI nel 1995 tramite un preciso accordo tra le autorità svizzere e le poste italiane. Inoltre il ripetitore che irradia il segnale si trova in Svizzera e quindi non bisogna considerare il segnale in oggetto come una diffusione di programmi svizzeri all'estero. Il ripetitore di Caviano, dal quale proviene il segnale, serve anche parte del Mendrisiotto. L'uhf 36 non verrà convertito in digitale perchè già dall'agosto 2003 (in concomitanza con il festival del film di Locarno), sono ricevibili in Canton Ticino i segnali trasmessi tramite il digitale terrestre. Il Canton Ticino, insieme all'Engadina, rappresentano le regioni svizzere "pilota" per quanto riguarda il digitale terrestre. Il Ticino, inoltre, sarà il primo cantone svizzero che vedrà (il 24 luglio) la dismissione totale del segnale analogico. La scelta è stata effettuata con questa priorità per farsi assegnare le frequenze per trasmettere in digitale terrestre, in un'area (al confine con l'Italia) dove trovare una frequenza libera è più difficile. Le frequenze "alternative" all'uhf 36 rimangono, in digitale, l'uhf 39, sempre da Caviano e l'uhf 57 dal Monte San Salvatore. Quando fu attivato nel 2003 l'uhf 39 era ricevibile discretamente anche a Milano, sebbene l'emissione in analogico di SportItalia ostacolasse in parte la ricezione. Poco più di un anno fa, è stato deciso di invertire la polarizzazione della frequenza in oggetto, creando una diminuazione della portata del segnale. L'accensione del mux digitale di Mediaset da Valcava (nell'immagine sottostante il ripetitore del passo) di qualche settimana fa ha definitivamnete reso l'emissione non captabile pochi chilometri dopo il confine. ![]() I decoder in vendita in Italia possono decifrare senza alcun problema i segnali svizzeri. Sono pienamenti compatibili. Il problema è la ricezione del segnale. Purtroppo il digitale non accetta compromessi. Al di sotto di una certa intensità di segnale, quest'ultimo non viene agganciato. Se l'intensità è bassa o è disturbata, si creano dei fastidiosi pixel sullo schermo e l'audio scompare a tratti. Solo un segnale ricevuto stabilmente garantisce un'emissione priva di fastidiosi inconvenienti. Due ultime cosniderazioni: la Svizzera ha iniziato le emissioni in digitale nel 2003. Ha affiancato il segnale analogico per qualche anno e ora, come da accordi stipulati internazionalmente, inizia a disattivare le emissioni analogiche. In Italia alcune regioni (Valle d'Aosta e Sardegna) dovevano essere già passate al digitale ma il passaggio definitivo è slittato al 2008. Per le altre il termine tende a essere spostato al 2012, lasciando una convivenza lunga e difficile tra frequenze analogiche e digitali e rendendo più ardua un'eventuale rinegoziazione per un ritorno almeno parziale della TSI in Italia. fonti esterne: http://www.broadcast.ch , http://www.televisionedigitaleterrestre.it |
